

Can I Tell You Dabòn,
-Un lavoro ruspante, maturo e ben congegnato; è un disco che trabocca ardore e vitalità, con canzoni articolate e significative, un tessuto sonoro pieno,in grado di scuotere e sobillare folgorazioni emotive.
Claudio Giuliani (Mescalina).
-Un folk tutto da ballare, con risvolti punk e pochi momenti di calma. Stefano Torrese (Extra Music Magazine)
-Un disco che presenta un'aria irriverente e un attitudine quasi bluegrass, laddove la tradizione irlandese sposa quelle degli Appalachi:chitarre, violino, banjo, basso e batteria fanno un casino del diavolo per stare al passo col canto e l'energia è così tanta che è impossibile ascoltare questo pugno di canzoni e non muovere le gambe. Album che pare suonato dal vivo, o almeno in diretta dal tanto che è immediata la presa che fa.
Leon Ravasi (Bielle - La Brigata Lolli)
“L’INVEREN DI NOSTER NON” (Can I Tell You Dabòn)
La storia di Sergio e Renzo durante la resistenza. Testo in dialetto reggiano, disegni di Simone Ferrarini.
“MADRE” (Manca la polvere da sparo)
Oltre 300.000 visite You Tube.Trasmesso in BBC.
La tragica storia di Taraneh Mussavi raccontata con i
disegni di Simone Ferrarini.